Pragmacounseling: il counseling pragmatico

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Il counseling è un’attività professionale fondata sulla messa in atto di specifiche pratiche, di carattere relazionale, che “aiutano ad aiutarsi” a meglio affrontare le proprie difficoltà esistenziali.

Con il counseling possiamo aiutare chiunque attraversi un qualche stato di difficoltà personale, esistenziale, individuale, di coppia, di gruppo.

Essendo il counseling un complesso sistema di attività pratiche, sostenute molto più dalla qualità delle funzioni percettive di chi lo esercita, che non dalle loro conoscenze teoriche, preferiamo parlare di counseling nei termini di “pragmacounseling”, e di “pragmacounselor” per quei counselor che si identificano in tale visone del counseling.

Il counselor pragmatico accompagna i propri clienti lungo quegli sviluppi di processi di consapevolezza necessari a metterli in condizione di meglio affrontare i loro problemi, fino a risolverli, se possibile.

Con il proprio stile di counseling, il counselor pragmatico, cioè, sostiene l’attivazione e lo sviluppo di quei processi di consapevolezza che aiutano le persone a meglio gestire le proprie difficoltà e, quando possibile, a risolverle.

Possiamo considerare di stile pragmatico tutti quei modelli di counseling che dello stesso considerano centrali i versanti “pratico-esperienziali”.

Il counseling di stile pragmatico si differenzia per filosofia e metodi da quei modelli di counseling più ancorati a saperi teorici e ad aspetti procedurali-programmatici.

Il counseling pragmatico è un “saper fare” che procede creativamente sulla base degli sviluppi di consapevolezza che counselor e cliente riescono a condividere, grazie alla qualità della loro relazione; una relazione che il counselor pragmatico gestisce mettendo in atto le proprie abilità/capacità personali di:

  • accoglienza
  • ascolto propriocettivo/empatico
  • comunicazione non violenta, empatica ed efficace
  • osservazione non giudicante
  • presenza attenta e consapevole

La sapiente gestione di queste abilità/capacità personali permette a noi counselor di incontrare l’altro, suscitando sentimenti di fiducia, riconoscimento, rassicurazione, conforto.

Sull’accurata, e oculata, messa in funzione di tali capacità personali il counselor pragmatico poggia le proprie possibilità di accompagnare i propri clienti in percorsi di sviluppo di consapevolezza personale tali da metterli in condizione di meglio affrontare i loro problemi e, magari, risolverli.

La formazione dei counselor pragmatici è strutturata su basi pratico-esperienziali e consiste in una successione organizzata di momenti formativi in cui le capacità e le qualità personali necessarie per fare counseling sono continuativamente e strategicamente esercitate, allenate e migliorate.

Le esperienze formative del counseling pragmatico sono liberamente organizzate intorno ad esercitazioni pratiche di vario tipo, di stampo artistico, corporeo, bio-energetico, espressivo, meditativo, yoggico, spirituale e/o di quant’altro creativamente si possa progettare e praticare all’occorrenza.

Poiché ogni funzione percettiva umana è condizionata dai livelli di conoscenza delle caratteristiche dei fenomeni con i quali interagiamo e poiché vogliamo che i counselor pragmatici siano sostenuti da influenze intellettuali e culturali in grado di ben sostenere le proprie attività di pragmacounseling, ad ogni counselor pragmatico è richiesta una conoscenza, almeno di base, degli elementi e delle dinamiche che caratterizzano l’esistenza umana, con particolare riferimento ai processi di crescita, ai cicli di vita, alle appartenenze di genere e sociali che contraddistinguono l’esperienza dei singoli individui, nonché dei possibili risvolti psicologici collegabili all’insieme di tale fenomenologia.

Ad ogni ente formatore di counselor pragmatici spetta la responsabilità di verificare la qualità di tali conoscenze e, nei casi di insufficienza, provvedere affinché venga conseguita.

A differenza di altre tipologie d’aiuto relazionale, il counseling pragmatico è una forma d’aiuto che esclude il ricorso a saperi precostituiti e non si poggia su alcuna interpretazione/diagnosi dello stato di salute e d’ogni cosa che riguardi chi gli si rivolge.

Il counseling pragmatico è una relazione in cui counselor e cliente co-costruiscono gli apprendimenti e gli sviluppi di consapevolezza utili/necessari al cliente per meglio gestire le proprie difficoltà esistenziali.

Proprio per questo non richiede alcuna competenza diagnostica: il counselor pragmatico recede da ogni relazione professionale in cui il proprio “fare counseling” non renda possibile la co-costruzione  degli apprendimenti e degli sviluppi di consapevolezza utili/necessari al proprio cliente per meglio gestire le difficoltà esistenziali rispetto alle quali sta chiedendo aiuto.

In questi casi, il counselor pragmatico procede all’invio verso altre tipologie professioniali.

Il counselor pragmatico “aiuta i propri clienti ad aiutarsi”, accompagnandoli sul filo di esperienze le cui architetture sono un divenire spontaneo, frutto di ciò che accade nel “qui ed ora” di ogni singola, specifica, sessione di counseling.

Ma cosa accade in una sessione di counseling pragmatico?

  1. Il counselor accoglie il cliente in un setting comodo e confortevole
  2. Lo ascolta in modalità propriocettiva, di presenza consapevole e di osservazione non giudicante
  3. Lo confronta con modalità gentili
  4. Propone esercitazioni di vario tipo volte a far emergere, nel cliente, la maggior quantità/qualità possibile di elementi di percezione e di conoscenza utili a sostenere l’attivazione e lo sviluppo dei processi di consapevolezza che sosterranno le possibilità del cliente stesso di meglio gestire le proprie difficoltà.
  5. Utilizza forme di comunicazione efficace, non violenta, che aiutano il cliente ad elaborare in proprio l’esperienza relazionale in corso, facendolo ritrovare in stati d’animo sostenenti la formulazione di pensieri in grado di meglio orientarlo sul “che fare” per meglio affrontare le proprie difficoltà.

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